ottomuratti
selene:

In genere non mi piace spammare i miei spettacoli, ma davvero volete perdere l’occasione di mangiare polenta e fagioli vestiti da operai anni ‘40? ;)
Debutta, dopo mesi di preparativi, un evento di teatro partecipato al Lanificio Botto di Miagliano. Più di 60 le persone coinvolte nella creazione di uno spettacolo ad ampio respiro che ha scelto come luogo di rappresentazione gli spazi infiniti di un opificio fermo da quasi 30 anni. Il Lanificio vuole essere emblema di tutte le fabbriche del Biellese, che in qualche modo possono tornare a rivivere ma, soprattutto, vuole raccontare una storia del nostro passato per ancorarci al presente: Il Contratto della Montagna, accordo sindacale rivoluzionario avvenuto nel 1944 in pieno conflitto mondiale.
Il titolo dello spettacolo è FABBRICA DI GUERRA e prevede 3 serate diversificate con ospiti d’eccezione: Debutto venerdì 12 settembre, alle 19, un’ospite speciale Wanda Canna: staffetta partigiana di Borgosesia, donna dal carattere forte e grande ironia, che racconterà alcuni aneddoti legati al periodo degli scioperi del 43 e 44, aprendo così le tre giornate teatrali di totale immersione nel Contratto della Montagna. Sabato 13 settembre, alle 19, ospite Giorgio Lozia, miaglianese, ricercatore del gusto, scrittore di libri relativi alla tradizione culinaria biellese e alla Valle Cervo, in particolare. Per Fabbrica di guerra ripropone una lezione creata appositamente per noi sui cibi del periodo della guerra, raccogliendo piatti curiosi e le testimonianze di signore la cui età media è intorno ai 90 anni, Alba Albertazzi, Bianca Rosa Gremmo Zumaglini e Rosa Gina di 104 anni. Domenica 14 settembre, sempre alle 19, la Dott.ssa Elena Accati ci presenterà il suo libro: “Infanzia di guerra in Valle Cervo: un giardino di ricordi”. La sua testimonianza di bambina, sfollata in quel periodo in Valle Cervo, è ricca di spunti e riflessioni e di testimonianze di altri protagonisti di un’epoca dolorosa. Il libro si snoda attraverso dodici capitoli. Ognuno di essi ha come filo conduttore una specie vegetale. E’ previsto dress code, ma nel caso in cui l’abbigliamento presentato alle costumiste non sia consono, esse provvederanno a fornire allo spettatore adeguato travestimento!
All’ingresso, con il biglietto da 15 euro, si riceve anche la TESSERA ANNONARIA che dà diritto alla razione di guerra e alla scelta di abiti (da restituire all’uscita)
ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO Operaia/donna anni ‘40
Gonna appena sotto il ginocchio, svasata o a pieghe (no gonne a tubo) Camicetta maniche lunghe o corte, meglio se arricciate all’attaccatura, di cotone o maglina (in alternativa a gonna e camicetta vestito intero dalla stessa linea) Eventuale golfino lunghezza vita, abbottonato davanti Scarpe basse, con mezzo tacco comodo oppure di linea ortopedica (no scarpe da ginnastica) Tessuti: tinta unita, fiorellini, righe, pois Operaio/uomo anni ‘40
Pantaloni comodi a vita alta di linea classica preferibilmente con pinces, di colori scuri Camicia maniche lunghe o corte, tinta unita o a quadri poco appariscenti Gilet di tessuto o maglia Eventuale pullover scollo a V Scarpe comode allacciate o scarponcini (no scarpe da ginnastica) Idem per bambini e ragazzi, colori adeguati e pantaloncini per i maschietti o gonne per le femminucce.
Informazioni contrattodellamontagna@gmail.com
Prenota on line o passa dalle rivendite per acquistare il biglietto
http://www.contrattodellamontagna.com/#/prenotateatro

selene:

In genere non mi piace spammare i miei spettacoli, ma davvero volete perdere l’occasione di mangiare polenta e fagioli vestiti da operai anni ‘40? ;)

Debutta, dopo mesi di preparativi, un evento di teatro partecipato al Lanificio Botto di Miagliano. Più di 60 le persone coinvolte nella creazione di uno spettacolo ad ampio respiro che ha scelto come luogo di rappresentazione gli spazi infiniti di un opificio fermo da quasi 30 anni. Il Lanificio vuole essere emblema di tutte le fabbriche del Biellese, che in qualche modo possono tornare a rivivere ma, soprattutto, vuole raccontare una storia del nostro passato per ancorarci al presente: Il Contratto della Montagna, accordo sindacale rivoluzionario avvenuto nel 1944 in pieno conflitto mondiale.

Il titolo dello spettacolo è FABBRICA DI GUERRA e prevede 3 serate diversificate con ospiti d’eccezione:
Debutto venerdì 12 settembre, alle 19, un’ospite speciale Wanda Canna: staffetta partigiana di Borgosesia, donna dal carattere forte e grande ironia, che racconterà alcuni aneddoti legati al periodo degli scioperi del 43 e 44, aprendo così le tre giornate teatrali di totale immersione nel Contratto della Montagna.
Sabato 13 settembre, alle 19, ospite Giorgio Lozia, miaglianese, ricercatore del gusto, scrittore di libri relativi alla tradizione culinaria biellese e alla Valle Cervo, in particolare. Per Fabbrica di guerra ripropone una lezione creata appositamente per noi sui cibi del periodo della guerra, raccogliendo piatti curiosi e le testimonianze di signore la cui età media è intorno ai 90 anni, Alba Albertazzi, Bianca Rosa Gremmo Zumaglini e Rosa Gina di 104 anni.
Domenica 14 settembre, sempre alle 19, la Dott.ssa Elena Accati ci presenterà il suo libro: “Infanzia di guerra in Valle Cervo: un giardino di ricordi”. La sua testimonianza di bambina, sfollata in quel periodo in Valle Cervo, è ricca di spunti e riflessioni e di testimonianze di altri protagonisti di un’epoca dolorosa. Il libro si snoda attraverso dodici capitoli. Ognuno di essi ha come filo conduttore una specie vegetale.
E’ previsto dress code, ma nel caso in cui l’abbigliamento presentato alle costumiste non sia consono, esse provvederanno a fornire allo spettatore adeguato travestimento!

All’ingresso, con il biglietto da 15 euro, si riceve anche la TESSERA ANNONARIA che dà diritto alla razione di guerra e alla scelta di abiti (da restituire all’uscita)

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO
Operaia/donna anni ‘40

Gonna appena sotto il ginocchio, svasata o a pieghe (no gonne a tubo)
Camicetta maniche lunghe o corte, meglio se arricciate all’attaccatura, di cotone o maglina (in alternativa a gonna e camicetta vestito intero dalla stessa linea)
Eventuale golfino lunghezza vita, abbottonato davanti
Scarpe basse, con mezzo tacco comodo oppure di linea ortopedica (no scarpe da ginnastica)
Tessuti: tinta unita, fiorellini, righe, pois
Operaio/uomo anni ‘40

Pantaloni comodi a vita alta di linea classica preferibilmente con pinces, di colori scuri
Camicia maniche lunghe o corte, tinta unita o a quadri poco appariscenti
Gilet di tessuto o maglia
Eventuale pullover scollo a V
Scarpe comode allacciate o scarponcini (no scarpe da ginnastica)
Idem per bambini e ragazzi, colori adeguati e pantaloncini per i maschietti o gonne per le femminucce.

Informazioni contrattodellamontagna@gmail.com

Prenota on line o passa dalle rivendite per acquistare il biglietto

http://www.contrattodellamontagna.com/#/prenotateatro

tina-unabarcanelbosco
Più invecchio anch’io, più mi accorgo che l’infanzia e la vecchiaia non solo si ricongiungono, ma sono i due stati più profondi in cui ci è dato vivere. In essa si rivela la vera essenza di un individuo, prima o dopo gli sforzi, le aspirazioni, le ambizioni della vita. […] Gli occhi del fanciullo e quelli del vecchio guardano con il tranquillo candore di chi non è ancora entrato nel ballo mascherato oppure ne è già uscito. E tutto l’intervallo sembra un vano tumulto, un’agitazione a vuoto, un inutile caos per il quale ci si chiede perché si è dovuto passare.
(Marguerite Yourcenar)